LA NOSTRA STORIA

Quel gusto per la musica che anima la vita sociale e che non può fare a meno di coltivare nemmeno in una piccola comunità contadina, trova modo di esprimersi a Castel Condino, nel sec. XIX, in primo luogo nella musica sacra, che vede protagonista un coro parrocchiale sempre meglio organizzato attorno al nuovo organo del 1867. E per i momenti squisitamente ricreativi? Ci pensa la bottega di falegname di Pietro Tarolli Ceo a fornire violini, mandolini, chitarre. 

Ma è ancora prematuro il momento per la nascita di una vera e propria banda. Tra l'altro, nel 1884, un furioso incendio divora il paese e costringe a pensare ad altro. Il momento buono viene dopo un'altra grande tragedia collettiva, la Grande Guerra, che provoca l'esodo della popolazione e la distruzione dell'abitato.

Nel gennaio 1920, in pieno clima di ricostruzione, materiale e civile, l'allora parroco don Guido Bronzini di Fiavè, guida la rinata passione per la musica verso la creazione della Banda. L'entusiasmo è alle stelle e il debutto ufficiale arriva dopo un anno di prove, il giorno di Capodanno 1921. Il Maestro, Simone Dapreda di Condino, proviene da una famiglia di grandi tradizioni in campo musicale.

Gli emigranti fondarono a Detroit una banda
Gli emigranti fondarono a Detroit una banda

In seguito la banda vivrà vicende alterne. Di volt in volta si troveranno le soluzioni più adatte alle inevitabili situazioni di crisi, siano esse dovute a problemi economici, a carenze di organico, oppure all'influenza di fattori esterni alla vita dell'associazione. La nuova ondata migratoria del 1927, che sottrae energie alla comunità come alla Banda, non fiacca però l'entusiasmo. un buon numero di giovani entra a far parte della banda e le ridà solidità e vigore. I gravi problemi economici cbe negli anni trenta sembrano indurre una sofferta decisione di sospendere l'attività, si risolvono invece con l'affiliazione alla banda di Condino, che prosegue fino al 1946. Nel 1949 le bande di Castel Condino e Cimego, per rimediare a comuni carenze di organico, si fondono momentaneamente in un unica banda. Grazie a questa forma di collaborazione, durata circa tre anni, le due bande potranno poi riprendere individualmente e in tutta tranquillità  la propria strada. Da questo momento diventa tutto più facile: si prosegue con l'entusiasmo di sempre e con meno difficoltà lungo il cammino. Crediamo che gli anni del secondo dopoguerra costituiscano, non solo per la banda di Castel Condino, ma anche per l'intero movimento bandistico trentino, una sorta di spartiacque fra un prima, in cui ogni banda nasce e si sviluppa secondo un percorso proprio, e un dopo, caratterizzato da situazioni comuni che tutti conosciamo. Aumentano soprattutto le occasioni di incontro con le altre bande. Nelle Giudicarie, la serie annuale die cosiddetti "Concertoni", a partire dal primo, tenutosi a Pieve di Bono nel 1949, permettono alle bande di crescere attraverso il confronto e fornisce l'occasione e il piacere di suonare assieme. In anni più recenti prende piede l'usanza di stabilire forme di scambio o di gemellaggio con altre bande, situate anche fuori provincia. Nel frattempo i corsi di formazione organizzati dalla Federazione Corpi Bandistici di Trento avviano un processo di miglioramento continuo sul piano della qualità.

Il Maestro Leone Tarolli
Il Maestro Leone Tarolli

Stimoli sempre più efficaci vengono anche dai nuovi ricchi repertori di musica per banda, anche di provenienza internazionale, che consentono di allargare gli orizzonti musicali. E tutto questo riguarda l'intero movimento bandistico. Per tornare alla nostra non tralasciamo di ricordare i principali protagonisti, direttori e presidenti, che hanno svolto un ruolo fondamentale di guida negli ultimi decenni. Leone Tarolli ha diretto la banda per ben cinquanta anni, dal 1930 al 1980: ha insegnato la musica a diverse generazioni di castellani. Gli è succeduto, per sette anni, l'allora giovanissimo Giorgio Bagozzi, che ha fatto compiere alla Banda il classico salto di qualità e ne ha arricchito tra l'altro il repertorio con brani da lui scritti. Dal 1987 prosegue degnamente l'opera il Maestro Cleto Zulberti di Cimego.

Durante la lunga presidenza di Fiorino Bagozzi, dal 1967 al 2000, la Banda si rende protagonista primaria della vita associativa e delle attività ricreative e culturali che interessano la comunità. Fino almeno agli anni ottanta, è la banda ad organizzare i momenti di festa, è la banda che anima il paese. Il successore alla presidenza, Vittorio Tarolli, gestisce con impegno una situazione che con gli anni si è resa sempre più difficile. Qual' è ora il problema? Sicuramente una grave carenza di ricambio. E si sa bene che una banda, per quanto si dedichi ad un'attività squisitamente qualitativa come la musica, non può ignorare, per esigenze di organico, un aspetto quantitativo fondamentale: il numero. Purtroppo un forte calo delle nascite verificatosi nei decenni scorsi ha fatto mancare progressivamente alla banda la linfa vitale: i giovani. Ma i segnali di una significativa ripresa demografica nel nostro piccolo paese ci sono e si fanno sentire già da diversi anni. 

Il Maestro attuale Paolo Filosi
Il Maestro attuale Paolo Filosi

Le sfide di questi anni sono tante, portate avanti dai Presidenti Stefano Bagozzi e Andrea Garda: continuare a dare un futuro alla comunità di Castel Condino e alla sua banda. Sviluppare la passione verso la musica da parte dei  ragazzi.

Le profonde trasformazioni sociali e culturali degli anni 2000 danno impulso ad un modello di "fare banda"  molto diverso dal passato. L'associazione rimane saldamente ancorata ad essere punto di incontro e riferimento per tutti i castellani, siano essi residenti o oriundi.